POLLINI, Gino
 
Date e luoghi
1903 gennaio 13 - 1991 gennaio 25
Nato a Rovereto, morto a Milano.
 
Note biografiche o storia istituzionale
Architetto, docente universitario. Gino Pollini nasce nel 1903 a Rovereto, al tempo estrema provincia meridionale dell'Impero asburgico, da Luigi Pollini, commerciante, e Teresa Miori (che aveva già avuto i figli Manlio e Giuseppe e che avrà, ultima, la figlia Agnese). Trascorre gli anni della Prima Guerra Mondiale a Roma, con i genitori e la sorella minore, dove inizia gli studi liceali. Nel 1918 rientra a Rovereto e riprende gli studi liceali diplomandosi nell'anno scolastico 1920-1921. In questi anni entra in contatto con l'ambiente culturale roveretano, movimentato dalla figura di Fortunato Depero e fortemente segnato dalle estroverse esperienze futuriste. Rientrano a Rovereto nello stesso periodo anche Carlo Belli e Fausto Melotti, che condivideranno con Gino Pollini una grande passione per le arti, la letteratura e soprattutto la musica (mentre Gino Pollini e Carlo Belli si dedicheranno allo studio del violino, Fausto Melotti e la sorella Renata, futura moglie di Pollini, si dedicheranno allo studio del pianoforte). Nel novembre del 1921 Pollini si trasferisce a Milano dove si iscrive alla facoltà di Ingegneria del locale Politecnico. Qui cerca di inserirsi negli ambienti culturali frequentati da cultori delle arti e della musica, che rimangono i suoi principali interessi, mentre maturerà una progressiva distanza dagli studi di ingegneria ai quali non riesce ad appassionarsi. E' in questi primi anni milanesi che Pollini matura una progressiva presa di distanza dalle radici futuriste della cerchia roveretana e, per contro, un progressivo avvicinamento all'ambiente degli architetti che verrà sancito, nel 1923, dall'abbandono degli studi di Ingegneria e dall'iscrizione alla facoltà di Architettura. Nel 1926, ancora studente (si laureerà nel 1929), Pollini figura tra i fondatori del Gruppo 7, con Luigi Figini e Giuseppe Terragni con cui nel frattempo aveva stretto una forte amicizia, e con altri giovani della cerchia milanese, tutti animati da una forte pulsione antiaccademica e dalla necessità di un cambiamento e ammodernamento della cultura artistica e architettonica. Con Carlo Enrico Rava (del Gruppo 7) e Adalbero Libera (che farà parte del Gruppo in un secondo momento), Pollini compie nel 1927 il fondamentale viaggio a Stoccarda per la esposizione del Werkbund: qui il Gruppo ha occasione di esporre alcuni lavori ma soprattutto di stabilire un contatto diretto con la cultura architettonica del razionalismo nord europeo. Questo legame si consoliderà negli anni e avrà il suo culmine nella partecipazione di Pollini, quale membro del Gruppo Italiano dei Ciam (Congressi Internazionali di Architettura Moderna), al viaggio sulla nave Patris II che, tra Marsiglia ed Atene, vedrà svolgersi i lavori dell'importantissimo IV° Congresso Internazionale da cui verrà la Carta d'Atene. Terminato il servizio militare, svolto nel 1928 all'indomani della conclusione degli studi, nel 1929 apre con Luigi Figini lo studio di architettura la cui attività lo terrà impegnato per tutto il resto della vita. Dopo una serie di lavori prevalentemente di piccola dimensione, nel 1933 Figini e Pollini hanno modo di presentarsi alla ribalta partecipando alla V Triennale di Milano: nel parco del Sempione realizzano la Villa-Studio per un artista, in cui l'architettura pensata da Figini e Pollini viene integrata della ricerca artistica (nella Figura distesa di Fontana e nel Cavaliere di Melotti) in un complesso di creatività che sembra ben rappresentare la poliedricità di interessi di Pollini. Adriano Olivetti, a seguito proprio della visita alla V Triennale, avvicina Figini e Pollini e, a partire dal 1934, li fa diventare i suoi più stretti collaboratori per una lunga serie di progetti ad Ivrea, in buona parte realizzati. Si tratta di progetti per lo officine industriali, ma anche per le sedi dei servizi sociali, per le abitazioni dei dipendenti, fino al coinvolgimento nei lavori alla scala urbanistica. Parallelamente allo svolgimento dell'attività professionale, Pollini a partire dal 1959 partecipa alle attività didattiche e di ricerca coordinate presso il Politecnico di Milano da Carlo Cocchia che, già professore incaricato a Napoli (sua città d'origine), insegna a partire dal 1959 (fino al 1962) al Politecnico di Milano come professore ordinario. A partire dall'a.a. 1963-64, rientrato a Napoli Carlo Cocchia, Pollini viene inquadrato al Politecnico quale professore incaricato per il corso di "Architettura Sociale", poi per "Elementi di Architettura" e per "Rilievo dei monumenti". Nel 1966, in vista di un concorso accademico della cui giuria sarà membro anche Carlo Cocchia, Pollini raccoglie una serie di lezioni e contributi vari nel volume "Elementi di Architettura". L'esito del concorso, dopo ritardi e contenziosi vari, sarà a suo favore e, nell'a.a. 1969-1970, inizia l'insegnamento nella facoltà di architettura di Palermo che lascerà solo nel 1978 (per raggiunti limiti di età). Gli anni dell'attività accademica di Palermo sono, per Pollini, un'occasione importante anche per svolgere attività progettuali con nuovi collaboratori, attivi nell'ateneo palermitano, tra cui Vittorio Gregotti, Pasquale Culotta e Franco Purini. Dal 1979, terminata la parabola accademica, Pollini torna a dedicarsi a tempo pieno all'attività professionale con Figini. Scomparso il quale, nel 1984, porterà ancora avanti l'attività dello studio con Giulio Marini (già presente in studio a partire dal 1973). Gino Pollini muore a Milano nel 1991. Gino Pollini ha stretto nel corso della sua vita innumerevoli rapporti di amicizia e collaborazione. All'ambiente di origine deve la frequentazione di Fortunato Depero ma, soprattutto, di Carlo Belli e Fausto e Renata Melotti (che diverrà poi sua moglie). Con il trasferimento a Milano, Pollini comincerà a frequentare l'ambiente dei giovani architetti del primo razionalismo. Vale la pena di nominare almeno quelli con cui fonderà il Gruppo 7: oltre a Figini, Ubaldo Castagnoli, Guido Frette, Sebastiano Larco, Carlo Enrico Rava e Giuseppe Terragni (Adalberto Libera in un secondo tempo subentrerà nel gruppo in sostituzione di Castagnoli). Luciano Baldessari è un'altra figura importante nei primi anni della professione. Il legame con Carlo Cocchia sarà decisivo per la carriera accademica di Pollini e, nell'ambito della stessa, a partire dai primi anni Settanta, Pollini ha modo di sviluppare a Palermo altre conoscenze significative tra cui quella di Vittorio Gregotti, Pasquale Culotta e Franco Purini.
 
Fonti e note alla scheda
Gregotti, V., Marzari, G. (a cura di) "Luigi Figini Gino Pollini: opera completa". Milano. Electa, 1996.

Scheda a cura di Francesco Samassa (ottobre 2006)
 
Fondi archivistici
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Unità archivistiche
7 unità>>