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| Prampolini, Enrico |
Date e luoghi |
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| Modena, 20 aprile 1894 - Roma, 17 giugno 1956 |
Note biografiche o storia istituzionale |
| Nel 1912 si iscrive all'accademia di Roma, dove è allievo di Duilio Cambellotti. Si unisce alla cerchia dei futuristi, frequentando lo studio romano di Balla. Si distingue per una continua sperimentazione tecnica: durante la guerra la sua pittura si avvicina ai modi del cubismo sintetico, mostrando un particolare interesse per la convergenza di musica, movimento e forma. Nel 1916 entra in contatto con i dadaisti, ed in seguito realizza le sue prime opere astratte. Nel 1922 pubblica il manifesto dell'Arte Meccanica, insieme a Ivo Pannaggi e Vinicio Paladini. Nel 1925, a Parigi, entra in contatto con i surrealisti: da questo incontro nascono le sue opere che sono un insieme di forme biomorfiche e non oggettuali. Nello stesso anno è il commissario per la sezione futurista per il Padiglione Italiano della Exposition internationale dea srts décoratifs et industriels modernes di Parigi. Nel 1929 firma il Manifesto dell'Areopittura Futurista e, nel dopoguerra, torna definitivamente all'astrazione entrando anche a far parte del circolo Abstraction-Création col quale espone a Parigi nel 1933. Nel 1930 presenta 24 dipinti alla XVII Biennale di Venezia e ha una propria personale alla successiva edizione del 1932. Attivo anche nel campo della grafica, ha realizzato numerose copertine |
Unità archivistiche |
| 115 unità>> |